L'idea per questo blog mi è venuta quando mi sono trovato a rivivere una vicenda condominiale di cui ero stato spettatore anni addietro. Meccanismi, situazioni, personaggi che si riproponevano tali e quali. Le stesse assemblee, gli stessi interventi, la stessa minacciosa evocazione dell'AVVOCATO.
Mi è venuta voglia di costruirci sopra un esperimento letterario.
Ho rubato l'ambiente e l'atmosfera dai condomini descritti da Ballard in Millennium People (Famiglie costrette dalla loro stessa condizione ad un livello di vita che fa loro spendere la maggior parte di quello che guadagnano e che, anzi, si sentono in colpa se non spendono abbastanza) e ho costruito i miei personaggi pensando ai cento condòmini che ho incontrato nella mia vita e ai mille di cui mi hanno parlato gli amici.
L'esperimento è, ahimè, fallito per mancanza di lettori: pochi, pochissimi contatti, quasi nessun feed-back.
Avevo deciso di mollare. Poi, il 21 settembre, ho ricevuto una lettera. Un avvocato, in rappresentanza di due simpatici amici, mi accusa di diffamare i suoi assistiti attraverso il mio blog e minaccia querela.
Dico subito che non mi sono rimesso alla tastiera per rispondere a quella lettera. A questo ci ha pensato il mio avvocato. E non discuterò nemmeno del presunto reato (non è questa la sede).
Parlerò di Stile (cosa che, in fondo, ho sempre fatto in questo blog), perché, come diceva Lord Brummel, lo Stile è l'Uomo.
Nella lettera che ho ricevuto la cosa più interessante è la data: 20 settembre 2010. La notizia del presunto reato, infatti, viene fatta coincidere con la pubblicazione di due post il 20/06/2010 e il 26/06/2010. L'ultimo giorno utile per la presentazione della minacciata querela (il nostro codice prevede un massimo di novanta giorni dalla notizia del reato) sarebbe stato lo scorso 23 settembre .
Una cosa risulta evidente: questa lettera non prevede alcuna possibilità di risposta.
- Non c'è niente di male. - dirà qualcuno di voi - Ti hanno voluto mettere alle strette. Ti hanno dato due giorni per chiudere il blog, minacciando querela, senza possibilità di appello!-
Ma non è nemmeno così. In effetti, l'intimazione a chiudere il blog entro due giorni nella lettera è presente ma l'avvocato si premura di precisare ("Premesso che i miei clienti si riservano di decidere se sporgere formale denuncia...") che la presentazione della denuncia è indipendente da quello che deciderò di fare.
Ora, in caso di querela, la frettolosa chiusura del blog dal parte mia potrebbe essere letta dal magistrato come l'ammissione della volontà di diffamare: o mi prendono per cretino o questa lettera non ha nemmeno l'obiettivo di farmi chiudere il blog.
E allora se non serve ad aprire una trattativa e non serve a farmi chiudere il blog, a cosa serve?
Di fatto, l'unica azione concreta, pratica che fa questa lettera è comunicare una minaccia, seppur legittima. Con corretta etimologia la potremmo definire una Legittima Lettera Minatoria.
Di questa vicenda mi colpiscono due cose.
La prima è che, in fondo, troviamo normale che una missiva, nascondendosi dietro l'autorità che le dà quel "Avv." nella carta intestata abbia l'unico fine di intimidire. Quante lettere di questo tenore che non hanno altro fine pratico che veicolare minacce vengono spedite e ricevute ogni giorno in Italia?
La seconda è che l'intimidazione, in qualche modo, ha effetto: questo pezzo che pubblico oggi è, in realtà già pronto da una settimana ma... quanti dubbi, quanti ritocchi, quanto timori.
Ed è qui che arriviamo al punto che veramente mi interessa, la questione di Stile. Questa lettera, o meglio, questo tipo di lettera è il paradigma di un certo Stile nel rapporto con l'Altro.
Si mandano intimidazioni ai nemici. Si blandiscono gli indecisi cercando di conquistare una delega o un voto. Si studiano con esperti legali i modi per aggirare o forzare le delibere della maggioranza.
- Ma che bell'ambientino!- direbbe un po' rozzamente il mio amico Baldassare Cesarotti.
E' la nostra democrazia quotidiana. Ma non vi richiama alla mente qualcosa? Non vi ricorda quello che seguiamo ogni giorno al Telegiornale, quello che sta succedendo nel nostro parlamento proprio oggi?
Ma se è questo è il nostro Stile, se questo è per noi l'Altro, allora, forse, non è quella la politica che ci meritiamo, lo specchio fedele in cui possiamo riconoscerci ?
Questo è (era ?) l'argomento del mio blog.
In fondo dietro i miei personaggio si nascondono i vari Silvio Berlusconi, Gianni Letta, Gianfranco Fini, Pier Ferdinando Casini, Pier Luigi Bersani, ecc., o meglio, i loro comportamenti resi privati e quotidiani, ed è forse proprio per questo che Caio, Sempronio e Pinco Pallino vi si riconoscono.
