Noi mortali ci dobbiamo accontentare della democrazia: non il Giusto, ma, comunque, il minore dei mali; e una buona democrazia non si distingue per il Potere che dà alla maggioranza, ma per le Regole con cui tutela le minoranze.
Oggi, molti pensano, Presidente del Consiglio in testa, che le Regole siano orpelli, inutili intralci all'Efficienza, che per elezione diretta la Maggioranza dovrebbe controllare i giudici, i presidi delle scuole, gli insegnanti, i vigili urbani, che chi non si omologa alla Maggioranza del Paese (sia esso un cittadino o un rappresentante democraticamente eletto) rema contro, è un pericolo da neutralizzare.
Forse avevano a che fare con queste riflessioni i pensieri che popolavano le menti di Annibale Pellestrini e Vasco Vendemmiati quando in un caldo pomeriggio di fine primavera si presentarono, un nutrito pacco di documenti sottobraccio, all'assemblea condominiale del complesso Villabruna.
Villabruna era una condominio ormai sfuggito al controllo. Un tempo c'era un amministratore di polso e ciò che andava fatto veniva fatto e ciò che andava speso veniva speso senza tante storie. Poi qualcuno pretese si cominciasse a votare ed era scoppiata l'anarchia, e con l'anarchia il degrado.
Quante frustrazioni nel recente passato: bocciata l'idea del piazzale in porfido, bocciata l'idea del giardiniere part-time, drasticamente ridimensionato il progetto di mini parco giochi per i bambini; ogni iniziativa per restituire a Villabruna il suo prestigio veniva regolarmente castrata dall'insensibilità e dall'avarizia degli altri condomini.
Oggi, però, Pellestrini e Vendemmiati erano rilassati e di buon umore. Con la tranquillità di chi sa di essere nel giusto, si presentavano con un piano di azione preciso che non lasciava scampo.
Prese la parola Annibale Pellestrini. L'argomento era la manutenzione di un ampia area verde di proprietà comune.
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| I Cesarotti |
Quest'area, di fatto accessibile solo da Villabruna sud, è di proprietà di tutti i condomini in virtù di alcuni servizi comuni (un bombolone di GPL interrato ed un impianto di fitodepurazione) che ospita. I condomini di Villabruna nord non hanno mai avuto interesse ad averne una cura particolare e hanno trovato come alleati i Cesarotti, sempre inclini a risparmiare.
Vasco e Annibale avevano scelto proprio questo terreno, su cui rischiavano di essere due contro tutti, per sperimentare la loro nuova strategia. Vincere avrebbe aperto le porte alla trasformazione di Villabruna.
L'esposizione del dottor Pellestrini fu chiara e dettagliata: interventi continuativi per il taglio dell'erba, la concimazione, la risemina e la potatura, installazione di un impianto di irrigazione automatico, ecc.
Terminata l'esposizione rimase per un po' in silenzio scrutando le facce dei presenti, ma non appena qualcuno alzò la mano probabilmente per dire che quelle proposte l'assemblea le aveva già ascoltate e respinte ecco il coup de théâtre preparato con cura.
- Un momento - disse - ancora una cosa. Ieri siamo andati dall'Avvocato! Secondo noi, le misure proposte sono il minimo indispensabile per mantenere un Area Verde. Nel caso l'assemblea le respinga la forzeremo ad adottarle per via legale.-
- D'altronde - continuò - all'assemblea conviene accettare la nostra proposta. In caso di azione legale il condominio sarà costretto a incaricare un avvocato e quello che risparmierà nella manutenzione del giardino lo spenderà in spese legali.-
Il silenzio cadde come una cappa di piombo. Negli occhi di Vasco e Annibale, pur impassibili, si leggeva il trionfo. Logica ferrea, nessuna scappatoia. I buzzurri erano rimasti intrappolati nella loro stessa rete.
Quelle parole avevano evocato un nuovo e inatteso ospite. L'Avvocato, in qualche maniera, si era materializzato nella stanza. Anche se invisibile tutti ne avvertivano la presenza, quasi potevano toccarlo. Era l'Avvocato senza nome e senza volto, l'Avvocato con l'A maiuscola del Processo di Kafka, l'Avvocato che se ne sta seduto in ombra senza parlare, la cui sola presenza incute paura e rispetto.
Fu Baldassarre Cesarotti a chiedere per primo la parola. Tutti si aspettavano qulache battuta di cattivo gusto e invece esordì: - A proposito di avvocati, voglio raccontarvi una storia di democrazia imperfetta.-
E così prese a narrare di Cesare Rossi avvocato in Bologna con un piccolo studio di proprietà al primo piano di uno stabile in via Saragozza e del suo scontro con Francesco Butteri, imprenditore, proprietario nello stesso palazzo di uno stupendo attico di quasi 400 metri.
L'avvocato Rossi (50 millesimi) avrebbe voluto ristrutturare le scale, per sua comodità e per il prestigio del palazzo, l'ing. Butteri (quasi 300 millesimi), che già pagava la metà dei costi di manutenzione dell'ascensore (unico mezzo che usava per salire e che lo portava fin dentro al suo appartamento) non ne voleva sentir parlare. Era un contrasto insanabile: da un lato c'era chi pagando un ventesimo dei lavori ne avrebbe ricavato vantaggi enormi, dall'altro chi pagandone quasi un terzo non ne avrebbe ricavato praticamente alcun vantaggio. Da che parte stava la ragione?
- Ci lo sa! - concluse Cesarotti - Abbiamo a che fare con due posizioni inconciliabili, entrambe con le loro ragioni. Ma in fondo non ci interessa. Il compito della democrazia, anche a questi livelli, non è quello di stabilire ciò che moralmente e giusto, ma quello di evitare conflitti applicando le regole. E, in generale, la regola nei condomini è chi più paga più pesa nelle decisioni.-
Man mano che il racconto proseguiva il viso di Annibale Pellestrini si faceva sempre più scuro e dai suoi occhi partivano lampi d'odio all'indirizzo di Cesarotti. Era chiaro che la questione da semplice calcolo economico rischiava di trasformarsi in questione di principio, e le questioni di principio scaldano gli animi.
Infatti la rabbia per il minacciato ricatto prese il sopravvento. Ci fu chi propose di recintare l'area per rendere uguali le condizioni di accesso tra le due parti del complesso, chi propose di sfidare l'Avvocato e lasciare l'area incolta, chi sostenne che PER LEGGE bastavano due tagli annui, ecc., ecc.
Alla fine spuntò la proposta di mediazione dal dottor Richter: confermare il budget dell'anno precedente e su questa si andò al voto. In silenzio come era arrivato il fantasma dell'Avvocato sparì nell'ombra e la votazione confermò il due contro tutti che era nell'aria.
Ma lo scontro era solo iniziato.
Continua...
